GLI EDEMI “BORDERLINE” DEGLI ARTI INFERIORI – LA TERAPIA CHIRURGICA


L’avvento della microchirurgia ha consentito di realizzare soluzione terapeutiche riabilitative e causali di linfedema, con lo scopo di drenare il flusso linfatico o di ricostruire le vie linfatiche ove mancanti. Le indicazioni alla chirurgia si sono invertite rispetto al passato e non sono più riservati agli stadi più avanzati (l’elefantiasi) bensì agli stadi più precoci. Le metodiche chirurgiche vengono distinte in:

  • derivative: mirano al ripristino linfatico nella sede dell’ostruzione mediante drenaggio linfovenoso con l’impiego diretto dei linfatici che vengono anastomizzati alla vena satellite principale (anastomosi linfatico-venose-LVA);

 

  • ricostruttive: nei casi di patologia venosa associata a quella linfatica, nell’impossibilità di correggere una eventuale incontinenza valvolare, consentono di ripristinare la continuità di flusso del circolo linfatico superando la sede del blocco con l’impianto di segmenti autologhi venosi tra i collettori a valle ed a monte dell’ostacolo (anastomosi linfatico-veno-linfatiche-LVLA);

 Indicazioni assolute

  • Stadio I, II, III iniziale con buona compliance del paziente.

 indicazioni relative

  • Stadio III avanzato IV e V.

 Controindicazioni

  • Aplasia linfatico-linfonodale.

  • Malattia metastatica diffusa.

  • Stadio V avanzato.

  • Obesità grave.

Il moderno trattamento funzionale completo del linfedema consiste in tre fasi di riduzione della malattia:

  1. Riduzione dell’edema con terapia medico-fisica.

  2. Riduzione ulteriore dell’edema mediante micro- chirurgia.

  3. Riabilitazione fisica postoperatoria con manteni- mento del risultato ottenuto precedentemente e ulteriore miglioramento dell’edema nelle parti più fibrose.