TRATTAMENTI E TECNICHE CHIRURGICHE – I FITOCOMPLESSI NELLA COSIDDETTA “CELLULITE”


Risulta fondamentale l’elemento della ‘’diagnosi precoce’’ nella PEFS ed il suo trattamento nelle fasi precoci.

La matrice interstiziale, il tessuto connettivo insieme al sistema microcircolatorio rappresentano una sorta di crocevia in cui confluiscono, equilibrandosi fisiologicamente, le varie sostanze trofiche che sono essenziali per la vita cellulare. La carenza di queste sostanze o la presenza di eccessive quantità di elementi con caratteristiche tossiche (metalli pesanti, sostanze ossidanti, eccesso di zucchero, ecc.) portano, con il tempo, a squilibri ed alterazioni locali dermo-epidermiche causando l’inestetismo cellulitico.

I pazienti sottoposti a tale trattamento sono affetti da lipoedema, lipolinfedema, PEFS allo stadio 3. Essi sono quadri cellulitici caratterizzati da dolorabilità alla palpazione, irregolarità cutanea, lipolinfedema localizzato, gonfiore intestinale e ritenzione idrica in assenza di insufficienza venolinfatica.

Le sostanze attive utilizzate (bioflavonoidi espressi in polifenoli, acidi grassi (EPA, DHA, acido GAMMA-linoleico), vitamina E, racaptacell, ginkgo biloba, rusco, melitolo, centella e fucus) hanno efficacia sul metabolismo locale linfoadiposo, sulla circonferenza addominale. La riduzione armonica di tutte le circonferenze è correlata alla diminuzione della stasi linfatica locale per il miglioramento della funzionalità dell’intera struttura mesenchimale e non soltanto come effetto diretto sulle pareti vasali (azione flebo-linfotroficotonica). Le sostanze utilizzate hanno un effetto importante sulla matrice interstiziale, sul trofismo delle pareti vasali, sul metabolismo del calcio endoteliale e, soprattutto, sulla fluidità della membrana cellulare.

Pazienti affette dalla cosiddetta “cellulite” presentano microangiopatia da stasi mista capillarovenulare associata a riduzione dell’attività sfigmica arteriolare iuxtacapiilare.

Il trattamento in questione ha portato ad un aumento del flusso basale e della densità capillare a dimostrazione della azione micro vascolo cinetica con aumento della perfusione dei vari distretti capillaro-venulo-venosi ed aumento della vascolarizzazione pan distrettuale. Da ciò si deve dedurre che tali evidenti variazioni della funzionalità micro vascolare non sono solo da riferirsi all’attività ‘’sfigmica’’ diretta sulle arteriole iuxtacapillari delle sostanze utilizzate (rispetto al quadro patologico nel quale si osserva un’alterazione di arteriole e metarteriole) ma anche e soprattutto al miglioramento ed alla riattivazione di tutto il metabolismo della matrice interstiziale e di uno spazio perivascolare definito ‘’periangio’’, importante perché è qui che avvengono gli scambi tessutali ed i fenomeni colloidosmotici.

 Esami ecografici: fondamentali nella diagnosi della patologia, è un esame qualitativo più che quantitativo. Le pazienti trattate con tali prodotti hanno dato luogo a quadri ecografici i quali a differenza dei quadri patologici (riscontro di piccoli e sottili setti connetivali iperecogeni, morfologicamente alterati e disarmonici), dimostravano una ripresa della normale ipoecogenità associata ad una migliore armonizzazione ed alla tendenza alla disposizione parallela ed orizzontale espressione di ripresa dell’attività metabolica e microvasculocinetica.

L’efficacia dei fitocomplessi nel trattamento integrato della PEFS è stato dimostrato dall’ULTRASONIC PAIN TEST.