TRATTAMENTI E TECNICHE CHIRURGICHE – LA MESOTERAPIA


La metodica nasce in Francia negli anni ’50 da Michel Pistor. Consiste nell’iniezione intradermica di sostanze farmacologiche con lo scopo di ritardare l’assorbimento del medicamento e va eseguita sulla proiezione cutanea della lesione per consentire alle molecole del farmaco di legarsi ai recettori locali prima di essere convogliato nella circolazione sistemica.

Principio biochimico

Nell’AL il farmaco di scelta è una base xantinica, la teofillina, che inibisce la fosfodiesterasi che è normalmente deputata alla demolizione del cAMP. L’aumento del CAMP determina una attivazione della lipasi intradipocitaria, che a sua volta promuove l’idrolisi dei trigliceridi intradipocitari in acidi grassi e glicerolo. Per essere demolito l’acido grasso deve essere prima attivato in acil-CoA (esterificato) successivamente deve spostarsi dal citoplasma all’interno dei mitocondri. A questo punto subentra un carrier fisiologico, L-carnitina, che da luogo alla formazione di acil-carnitina che passa facilmente attraverso la membrana mitocondriale interna, deviando gli acidi grassi verso il loro catabolismo. L’acil-CoA è così pronto per l’ossidazione dalla sua componente acido grasso ad opera di una serie di enzimi specifici presenti nella matrice mitocondriale.

L’ossidazione avviene in due fasi principali: nella prima l’acido grasso viene trasformato in frammenti a due atomi di carbonio sotto forma di acetil-CoA; nella seconda le molecole di acetill-CoA vengono inserite nel ciclo dell’acido citrico per essere ossidate ad anidride carbonica e acqua. La carnitina si rende disponibile per il trasporto di altri acidi grassi.

Poiché la scissione idrolitica dei trigliceridi ad opera della teofillina sembra essere molto rapida e di conseguenza il trattamento con L-carnitica dovrebbe precedere immediatamente quello con teofillina, in siringhe diverse, per assicurare il pronto intervento del carrier fisiologico.

Protocollo terapeutico

Per quanto riguarda il numero e la sequenza delle sedute il protocollo, sia per l’AL che per la PEFS, prevede quattro sedute a cadenza settimanale, seguite da quattro sedute a cadenza quindicinale. Ovviamente numero e frequenza di sedute possono variare a seconda dell’entità clinica.

Per quanto riguarda l’AL i risultati possono essere soddisfacenti anche se, nella maggioranza dei casi, non definitivi. Il risultato va gestito da parte del paziente sotto il controllo medico, soprattutto con adeguate norme igieniche e dietetiche:

  • attività fisica per mantenere un giusto trofismo e tono muscolare dei glutei e degli arti inferiori e per facilitare il ritorno venoso;

  • alimentazione equilibrata, a scopo preventivo, quando esiste la tendenza all’incremento ponderale;

  • evitare l’incremento ponderale significa anche prevenire o limitare il danno micro circolatorio.

Quando esiste una prevalente componente iperplastica è possibile un miglioramento definitivo con interventi lipoclasici.

Col trattamento mesoterapico nella PEFS al primo stadio si possono ottenere ottimi risultati con l’estratto di Aesculo Ippocastano soprattutto dal punto di vista funzionale, talvolta anche estetico per riduzione obbiettivabile dell’edema dato che si tratta di un’affezione cronica sono necessarie sedute di mantenimento. Nello stadio di fibrosi avanzata e nella lipodistrofia l’intervento sarà rivolto al trattamento generale dell’insufficienza venolinfatica cronica.

Materiali e complicazioni

La mesoterapia prevede l’utilizzo di materiale plastico ad uso medicale, monouso. La strumentazione consiste in una siringa armata di ago singolo da 4 mm che permette una manualità agile. Si può impiegare anche un multi-iniettore circolare a cinque aghi per zone estese da trattare. Un inconveniente possibile è dato dalla formazione di ematomi: una manualità leggere, l’uso dell’ago singolo e l’utilizzo preventivo di capillaro-protettori in soggetti disposti ne riduce l’entità. È sempre possibile un evento allergico, come per ogni tipo d’introduzione di farmaco nell’organismo. L’intensità della dolore può dipendere dalla psicolabilità del soggetto. Ma anche dalla stimolazione delle terminazioni algogene tissutali e dalla manualità dell’operatore. È opportuno porre in atto tutte le possibilità che attenuino o riducano il più possibile tale evento (impiego di soluzioni a pH fisiologico, tamponamento con bicarbonato di sodio per le soluzioni troppo acide, utilizzo di anestetico locale). Si raccomanda di non somministrare una miscela di farmaci empirica.

La mesoterapia eseguita con piccole gocce di fisiologica alcalinizzata produce tre effetti principali:

  1. Effetto riflesso neurologico (mesoterapia).

  2. Contrazione e stimolazione dei corpuscoli del Golgi o Pacini (effetto mesoterapico).

  3. Alcalinizzazione tessutale.

L’effetto terapeutico della mesoterapia è dato soprattutto dalla stimolazione della ‘’goccia’’ sui corpuscoli presenti nel dermoepidermide e dall’alcalinizzazione tessutale.

 “Concludendo è importante sottolineare che la SIME (Società Italiana Medicina Estetica) approva solo la Mesoterapia secondo il protocollo SIM (Società Italiana Mesoterapia) descritto nel capitolo successivo”.