TRATTAMENTI E TECNICHE CHIRURGICHE – L’ULTRASONIC PAIN TEST


La dolorabilità è riferibile alla differente attivazione dei nocicettori dermoipodermici per le tipiche alterazioni cellulitiche e per la stasi linfatica. In patologia come il lipedema ed il lipolinfedema, così come la lipodistrofia, il dolore non dipende dalla quantità di grasso bensì dall’entità dell’edema extracellulare e dal processo flogistico-degenerativo dell’evento cellulitico.

Si associa l’indicazione ecografica alla risposta dolorosa evocata dalla compressione esercitata dalla sonda sui tessuti in esame. Un tessuto sottocutaneo normale può essere compresso ben oltre il 30% del suo spessore, il lipedema rileva già una dolorabilità intorno al 15%-20% del suo spessore con possibilità di compressione del sottocute sulla fascia muscolare. Il lipolinfedema e la lipodistrofia dimostrano invece una spiccata dolorabilità già al 10% con la riduzione della possibilità di compressione del sottocute sulla fascia muscolare. Si studia in genere la regione della perforante di Hunter nella parte mediale di coscia dove le eventuali alterazione venolinfatiche e mesenchimali creano particolare sensibilità. In pratica, si misura eco graficamente la distanza in millimetri dalla cute alla fascia che residua dopo compressione eseguita fino al momento in cui provoca la dolorabilità.

Il trattamento con tali farmaci ha dimostrato riduzione della dolorabilità alla compressione: ciò significa il ruolo di tali di fitocomplessi sul miglioramento della funzionalità metabolica e vascolare della matrice interstiziale, sulla conseguente depurazione tessutale e sull’azione diretta o indiretta flebolinfotrofica o flebolinfotonica.

Non è possibile concludere che i prodotti utilizzati agiscano ‘’direttamente’’ come vascolarizzanti o come attivatori metabolici ma il dato finale è quello di un quadro di globale miglioramento dei parametri clinici di base, sia vascolari che metabolico-strutturali.