TRATTAMENTI E TECNICHE CHIRURGICHE – TECNICHE TERMALI


Sono da considerarsi coadiuvanti nel trattamento dell’insufficienza venosa e linfatica degli arti inferiori.

  • Balneoterapia: si realizza con l’immersione completa o parziale a 34-38 °C per 15-20 minuti in vasche apposite, che possono essere arricchite con meccanismi capaci di esplicare un’azione di idromassaggio grazie all’azione di getti idrogassosi predisposti sul fondo e sui lati della vasca che raggiungono il corpo in modo predefinito.

L’acqua può essere arricchita con ozono (idromassaggio ozonizzato), da applicare con cautela in caso di fragilità capillare e varici. Le acque a concentrazione ipertonica agiscono attivando il microcircolo periferico.

  • Percorso flebo logico: si realizza con un camminamento profondo 70-100cm con il fondo in ciottoli arrotondati. Possono essere presenti scalini, compartimenti con acqua calda e fredda, idrogetti da parete. Il percorso può essere naturale (talassoterapia).

  • Bagni carbo-gassosi: rivestono possibilità terapeutiche in alcune vascolopatie artero-venose. Il punto di attacco è rappresentato dal microcircolo periferico con diminuzione delle resistenze e della pressione idrostatica venolinfatica. L’azione locale dell’anidride carbonica induce dilatazione capillare e apertura di nuovi letti vascolari. Il bagno carbonico sul versante venoso esplica soprattutto azione idrostatica con svuotamento periferico.

  • Acque carboniche: contengono anidride carbonica e stimolano l’attività micro circolatoria per liberazione di chinine vasoattive; rapidamente si verifica vasodilatazione microcircolatroia, apertura di nuovi microvasi, caduta delle resistenze periferiche, caduta della pressione arteriosa.

  • Acque salso-bromo-iodiche: sono di origine marina, sotto forma di bagni ipertonici son impiegate nel trattamento delle flebo linfopatie; la loro azione è potenziata dall’idromassaggio.

  • Idromassaggio a lancia: utilizza l’azione meccanica prodotta dal getto idrico. Il massaggio si realizza impiegando l’acqua della vasca, aspirata da una pompa e immessa nuovamente nella stessa vasca, con una pressione opportunamente stabilita mediante una lancia manovrata dal fisioterapista. La temperatura dell’acqua è compresa tra 37-38 °C e la pressione del getto oscilla tra 1.5-3 atm; la durata delle sedute non è superiore a 10-15 minuti. Il massaggio subacqueo può essere effettuato anche utilizzando acqua che viene messa in movimento, nel fondo e nella pareti di vasche opportunamente strutturate per l’immissione di arti, da un getto d’aria o da una turbina. L’idromassaggio puoi essere ulteriormente preceduto da un linfodrenaggio manuale praticato dal fisioterapista con paziente in immersione.

  • Ginnastica vascolare idrica: si realizza mediate il bagno in due o quattro vaschette nelle quali il paziente immerge l’arto o gli arti da trattare. Automaticamente, mediante un sistema elettronico, la temperatura dell’acqua cambia in breve tempo (3-5 minuti), con immissione alternata di acqua fredda (5-10 °C) e calda (38-40 °C). la durate dell’applicazione, che risolve lo spasmo arteio-venulare ed aumenta la pervietà del circolo collaterale, è di circa 30 minuti. La doccia rappresenta una metodica idroterapica per caduta o getto d’acqua a pressione stabilita l’effetto indotto dalla temperatura si potenzia con l’azione meccanica prodotta dall’urto dell’acqua sulla superficie corporea. Le docce possono essere fisse (a pioggia) o mobili (tubo flessibile orientato dal terapista).